Inserire il Covid-19 tra gli argomenti trattatati nei programmi scolastici di quest’anno e fruibili con la modalità della didattica distanza (Dad). A fare da docenti potrebbero essere i medici di continuità assistenziale. È la proposta del presidente dell’Ordine veneziano e vice della Federazione nazionale dei medici, Giovanni Leoni.
“Agli studenti – ha detto Leoni – serve un excursus sintetico, ma completo, per motivarli a tenere comportamenti sociali rispettosi delle regole note, come indossare le mascherine, il distanziamento e la disinfezione. Per fare tutto questo c’è bisogno di una grossa collaborazione fra alunno, medico e il dirigente scolastico”.
La proposta del presidente veneziano parte dalla constatazione che le linee guida sanitarie della Regione Veneto per la ripresa delle lezioni non prevedono la figura del medico scolastico, lasciando ai dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie locali il compito di gestire il monitoraggio delle criticità e gli eventuali contagi.
“Il personale dei dipartimenti di prevenzione, già presumibilmente occupato nel quotidiano, difficilmente potrà soddisfare i bisogni di tutte le scuole del Veneto – commenta Leoni – . A nostro avviso, un medico di continuità assistenziale si presta meglio a questo tipo di emergenza. Una volta che la classe è riunita, si potrebbe fare un collegamento on-line con questi medici che, senza essere necessariamente presenti fisicamente, potrebbero spiegare le basi della conoscenza attuale del Covid-19”.
Il presidente dell’Ordine lagunare, preoccupato da bufale, negazionisti e fake news sul Covid-19, lamenta la mancanza in troppi contesti della voce autorevole del medico e sostiene l’importanza di un’interazione con insegnanti e studenti, finalizzata alla formazione una coscienza sociale.
“È prioritaria un’adeguata informazione ai ragazzi – ha detto Leoni – utilizzando con attenzione ogni mezzo, a ogni livello intellettuale. Purtroppo non è mai stato facile rendere comprensibili a tutti le scoperte scientifiche, per capire certi processi servono conoscenze di base e anni di studio”.