Nella capitale i camici bianchi si mettono in strada per arginare la corsa del coronavirus. Una squadra di medici specializzati, addestrata per spingersi nell’epicentro dei focolai attivi ed equipaggiata per lavorare in sicurezza, girerà il territorio esteso di Roma a bordo di tre camper attrezzati.
La missione è eseguire tamponi e test rapidi del sangue ai cittadini, nell’ambito di una campagna di controlli mirati che sta sondando le aree critiche per la diffusione del virus. L’unità di intervento rapido andrà soprattutto alla ricerca di quanti siano entrati in contatto col virus, dei cittadini che si sono trasformati inconsapevolmente in potenziali veicoli dell’infezione.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Ordine dei medici di Roma e l’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”, che ha il compito di coordinare le operazioni. “Sarà lo Spallanzani di volta in volta – spiega il presidente dell’Ordine romano, Antonio Magi – a segnalarci i percorsi che i mezzi sanitari dovranno seguire”.
Oltre allo screening dei cittadini di Nerola – nel tentativo di ricostruire la catena di contagio che ha reso zona rossa il piccolo comune dell’hinterland romano – i medici a bordo dei mezzi messi a disposizione da associazioni e privati percorreranno l’area urbana della capitale.
Casilina e Nomentana sono le prime destinazioni. In queste due tappe i camici bianchi sonderanno la situazione di un convento di suore e una casa di cura dove il virus si è diffuso con un ritmo molto elevato.
“Ogni giorno – ha precisato Magi – alla fine del percorso, i mezzi saranno opportunamente sanificati per la sicurezza di tutti quelli che salgono a bordo”.