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Tanti colleghi, spesso già pensionati, chiamati alle armi anti Covid, chiedono chiarimenti su quale sia il trattamento previdenziale per i loro compensi.
I professionisti che esercitano attività che prevedono l’iscrizione obbligatoria all’albo professionale e, di conseguenza alla Cassa previdenziale di riferimento, sono tenuti a versare la contribuzione a quest’ultima anche nel caso percepiscano redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, come stabilito alla lettera c-bis del comma 1 dell’articolo 50 del testo unico delle imposte sui redditi.
Come illustrato anche nella circolare Inps n. 45 del 9 marzo 2018, sono le Casse professionali i soggetti competenti a riscuotere in via esclusiva i contributi previdenziali anche dei professionisti che esercitano nell’ambito di un rapporto di lavoro parasubordinato, di collaborazione coordinata e continuativa, senza partita Iva. I compensi dei medici vanno dunque dichiarati all’Enpam.
Claudio Testuzza