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Anche dal Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani arriva un deciso “no” alla “transumanza” dal rapporto di convenzione alla dipendenza. Nell’ambito del 40esimo congresso nazionale, lo Snami ha dato ampio spazio al tema del ventilato passaggio che coinvolgerebbe il sistema della Medicina generale. Un’ipotesi che il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti, ospite all’evento del sindacato autonomo, ha definito “esiziale” per il futuro dell’ente di previdenza e assistenza dei medici.
“La rigida dipendenza dallo Stato – ha detto Angelo Testa, presidente nazionale Snami – è mal applicabile al nostro comparto per la tipologia della nostra professione sul territorio, che si fonda sostanzialmente sull’autonomia e sulla libera scelta dell’assistito e che è fondamentale nel rapporto duale di fiducia tra medico e paziente”.
“Esisterebbero inoltre seri problemi per la nostra cassa di tutela e pensionistica”, ha ribadito Testa, in riferimento al buco di 84 miliardi di euro che si stima la riforma apporterebbe a lungo andare alle casse dell’Enpam.
RILANCIARE IL PROFESSIONISMO
“Da professionista rimango convinto che il rapporto fiduciario sia la nostra forza”, ha detto nel corso del proprio intervento il presidente Oliveti.
Per il vertice dell’Enpam, l’obiettivo per una categoria in camice che presta contemporaneamente “cura e assistenza” è la ricerca “di un equilibrio tra l’assistenza fiduciaria, pagata per quota capitaria e accessori, e l’assistenza oraria, che potremmo esercitare nella sede del distretto”.
La funzione pubblicistica del medico di Medicina generale e del pediatria di libera scelta andrà quindi esercitata nell’ambito di “un’indipendenza professionale, che significa autonomia da un lato, ma responsabilità dall’altro”.
“Questa – ha continuato Oliveti – è la caratteristica del professionismo. Dobbiamo lanciarla e difendere il nostro ruolo ordinistico nell’ambito delle professioni intellettuali”. Con gli Ordini dei medici impegnati nel ruolo di garantire al cittadino la competenza e la professionalità dei propri iscritti.
La sfida è quindi “rilanciare il concetto del professionismo – ha concluso Oliveti – e dimostrare che la fiduciarietà e la capillarità sono valori aggiunti della nostra attività professionale”.
Af