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Sono oltre 8mila i laureati in Medicina che dall’istituzione della laurea abilitante si sono iscritti agli Ordini provinciali. In pratica, un’iniezione di oltre mille camici bianchi al mese da quando il decreto ‘Cura Italia’, il 17 marzo scorso, ha mandato in soffitta l’esame di Stato.
Un piccolo esercito di rinforzo, vitale per fronteggiare la pandemia di Coronavirus, mentre in tutta Italia continua il reclutamento di emergenza di nuovi medici.
Per quantificare gli effetti della laurea che dà l’accesso contestuale all’abilitazione, il Giornale della previdenza si è rivolto alla Fnomceo e al suo Centro elaborazione dati.
La Federazione ha indicato il numero dei nuovi iscritti come sostanzialmente sovrapponibile a quello dei neodottori in Medicina che hanno imboccato la corsia preferenziale della laurea abilitante.
Se i nuovi medici in entrata negli Ordini sono oltre 8mila, come detto, la stima dei laureati in Medicina “in uscita” dagli Atenei risulta maggiore.
Dall’entourage del ministro dell’Università, Gaetano Manfredi, arriva infatti una stima di circa 10mila studenti di Medicina che si sono laureati nella scorsa sessione.
Nuovi laureati che in ogni modo devono aver svolto il tirocinio per diventare medici a tutti gli effetti.
a.f.