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Su sollecitazione dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Milano è stato presentato al Senato un disegno di legge trasversale finalizzato all’indennizzo degli operatori sanitari e socio-sanitari deceduti o danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di infezione da Covid-19.
L’indennizzo, giustificato da motivi di solidarietà sociale, verrebbe destinato alla vittima o ai soggetti a suo carico.
L’indennità – nelle intenzioni dei proponenti il disegno di legge – non sarebbe solamente una ricompensa, ma rappresenterebbe un sostegno concreto per chi ha sacrificato la propria salute, o la propria vita, a vantaggio del prossimo e della comunità intera.
EFFETTI NEL TEMPO
La proposta vuole garantire supporto alla vittima nel tempo, tutelandola anche dal possibile peggioramento del quadro clinico quando la pandemia verrà considerata superata e quindi l’attenzione politica e mediatica sarà ridimensionata.
Il disegno di legge riconosce, infatti, la possibilità che i danni riportati dal contagio si manifestino anche a distanza di tempo.
TRE ANNI PER LA DOMANDA
I soggetti interessati a ottenere l’indennizzo dovrebbero presentare domanda al ministero della Salute entro il termine perentorio di tre anni. I termini decorrerebbero dal momento in cui, sulla base della documentazione, l’avente diritto risulti aver avuto conoscenza del danno
Il giudizio sanitario sul nesso causale tra l’infezione e la menomazione dell’integrità psico-fisica o la morte, verrebbe espresso da una commissione medico ospedaliera.
100MILA € IN CASO DI MORTE
Se a causa delle patologie cagionate da infezione da Covid-19 fosse derivata la morte, spetterebbe, in sostituzione dell’indennizzo, un assegno una tantum di 100mila euro da erogare ai soggetti a carico (coniuge, figli minori, figli maggiorenni inabili al lavoro o i genitori, fratelli minori, fratelli maggiorenni inabili al lavoro).
Claudio Testuzza