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Meno 59 euro al mese ai pensionati Inps. Questo il dato sull’importo medio delle pensioni erogate dall’ente pubblico di previdenza che emerge dal report “Pensioni decorrenti nel 2019 e nel 2020”.
Le principali norme di riferimento delle gestioni oggetto del monitoraggio dell’Inps sono rappresentate dalla riforma Fornero. Il quadro normativo, tuttavia, ha subito nel corso degli anni varie modifiche pensate per salvaguardare particolari categorie di lavoratori, cui si è dato accesso alla pensione in base alla disciplina previgente. Particolare peso – rileva il report – hanno avuto anche il decreto legge 4/2019, che ha introdotto il nuovo canale di uscita “quota 100”, e le disposizioni, rinnovate più volte, dell’opzione donna.
55MILA PENSIONATI IN PIÙ
I principali dati pubblicati dall’osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento indicano un totale di 795.730 pensioni con decorrenza nel 2020, a fronte delle 740.486 del 2019. Una differenza di 55.244 unità, il 7,46 per cento in più in un anno.
Tale valore comprende le pensioni di vecchiaia compresi i prepensionamenti per il fondo pensioni dei lavoratori dipendenti (Fpld) e gli assegni sociali, ossia le pensioni anticipate, quelle di invalidità e quelle ai superstiti.
In particolare, per il 2020 si registra un incremento delle pensioni di vecchiaia rispetto al 2019 (255.813 contro 156.995), mentre diminuiscono quelle anticipate (277.544 nel 2020, 299.770 nel 2019).
Ad aumentare sono soprattutto i trattamenti di vecchiaia dei lavoratori dipendenti del settore privato (Fpld), segmento che registra un incremento dell’86 per cento (mentre le altre gestioni hanno avuto incrementi più modesti).
Tale incremento è riconducibile all’aumento dei requisiti anagrafici nel 2019 (da 66 anni e 7 mesi a 67 anni), che invece sono rimasti immutati nel 2020.
Per lo stesso motivo, anche gli assegni sociali rispecchiano lo stesso andamento (68.273 nel 2020, 39.020 nel 2019).
MENO 59 EURO AL MESE
Cala invece di 59 euro al mese l’importo medio delle pensioni Inps. Quello calcolato per le gestioni in esame è di 1.299 euro nel 2019, scese a 1.240 euro per il 2020.
Per le pensioni di vecchiaia, l’importo medio si assesta intorno agli 890 euro mentre per quelle anticipate l’importo è di 2.100 euro mensili.
Da notare, per quanto riguarda il genere, l’incremento percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili cresciuto di 18 punti in un anno, passando da 104 a 122.
Un dato rilevabile soprattutto nel fondo pensioni lavoratori dipendenti, nella gestione dipendenti pubblici e nella gestione dei commercianti.
Interessante, infine il rapporto tra le pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia nell’anno 2020, che si presenta più che dimezzato rispetto a quello del 2019.
La diminuzione è da ricondurre al numero maggiore di pensioni di vecchiaia erogate nel 2020 congiuntamente al numero decrescente che le pensioni di invalidità hanno presentato negli ultimi anni.
Claudio Testuzza