L’INTRIGO SPALLANZANI di Paolo Mazzarello
Ecco un nitido affresco dell’incandescente vita scientifica nell’Età dei Lumi.
Paolo Mazzarello, storico della Medicina, registra in queste pagine – punto per punto – lo scandalo che travolse l’abate Lazzaro Spallanzani, il “mago” della biologia sperimentale.
Nato a Scandiano nel 1729, lo scienziato emiliano – docente di Storia naturale all’Università di Pavia noto per i suoi sensazionali viaggi ed esperimenti scientifici – aveva 56 anni quando si imbarcò verso Costantinopoli per esplorare i territori dell’impero ottomano.
Durante l’avventuroso viaggio fece notevoli osservazioni di biologia marina, geologia e ornitologia. E, naturalmente, raccolse preziosi reperti per il Museo dell’ateneo pavese di cui era fiero direttore.
Sulla via del ritorno, venne investito dall’accusa infamante di aver rubato degli esemplari naturalistici di proprietà dell’istituzione.
Alla base del complotto ordito alle sue spalle vi erano invidie e rivalità accademiche, non così distanti da quelle odierne, ma anche forti contrapposizioni ideologiche.
Spallanzani riuscì a dimostrare la sua innocenza e persino a vendicarsi, ridicolizzando i suoi calunniatori.
La vicenda solleticò la creatività di Carlo Goldoni fino a ispirargli una commedia ritrovata di recente e intitolata “Il falso originale”.
I lettori noteranno – e certo apprezzeranno – la ricca e puntuale bibliografia presente alla fine dell’opera di Mazzarello, da lui definita un “romanzo con citazioni”, che dimostra un lungo e meticolosissimo studio delle fonti.
Bollati Boringhieri, Torino, 2021, pp. 352, euro 25,00