UNA CERTA ETÀ. PER UNA NUOVA IDEA DELLA VECCHIAIA di Vittorino Andreoli
In questo libro, Vittorino Andreoli rappresenta la vecchiaia come un capitolo nuovo dell’arco esistenziale e non come un’età “malata”.
Ne esalta le qualità a partire dalla bellezza di invecchiare. Chi ha “danzato a lungo col tempo” – sostiene lo psichiatra veronese, pioniere della “disciplina del bendessere” nonché membro della New York Academy of Sciences e – ha maggiore capacità di sperimentare la gioia e considerare il piacere.
Nella senescenza il piacere si lega alla tenerezza, a una nuova intimità, alla lentezza di un gioco che impegna tutto il corpo e che si fa sempre più creativo, slegato com’è dai modelli prestazionali della cosiddetta vita attiva.
Siamo passati dalle generazioni biologiche a quelle psicologiche e, infine, a quelle digitali, che hanno ribaltato i rapporti tra giovani e vecchi, mettendo in crisi l’idea di saggezza e di autorevolezza.
Ma è solo recuperando il ruolo cruciale dell’ultima età che possiamo ricostruire il legame tra le generazioni: afferma l’Autore, che ha dedicato il volume “a tutti i giovani, perché scoprano quanto è bello diventare vecchi”.
Solferino, Milano, 2020, pp. 201, euro 17,00