
Henry Winkler con Giuseppe Ganelli al “The Fonz Day 2008” (Foto: ©Giuseppe Ganelli)
In fondo al tunnel della pandemia sognava di ritrovare le atmosfere di serena spensieratezza anni ’50 del telefilm ‘Happy days’.
E un Fonzie ormai 75 enne replicava, augurando su twitter il meglio per Codogno in risposta a Giuseppe Ganelli, radiologo originario del centro diventato la prima zona rossa in Italia.
Ganelli, in servizio all’ospedale di Lodi, è diventato il maggior collezionista al mondo di memorabilia della sit-com americana, con una raccolta di oggetti di scena e gadget entrata nel Guinness dei primati 2020.
Il cinguettio di Henry Winkler è del 26 febbraio, quando l’attore augurava a Codogno “State in salute, state al sicuro”.
In quei giorni a Lodi “lavoravamo in modo intenso, ma sempre col necessario supporto e all’insegna di una collaborazione eccezionale fra tutti gli specialisti”, racconta invece il camice bianco 52 enne, che grazie alla sua passione ha incontrato più volte il cast della serie dedicata alla famiglia Cunningham.
“Ho incontrato gli attori sia in Italia che all’estero e Winkler – racconta Ganelli – è venuto anche a Lodi per presentare i suoi libri per bambini, dove il protagonista è dislessico, proprio come lui”.
Il vero Fonzie che racconta il radiologo è dislessico, con un padre scappato dalla Germania nazista perché ebreo e caratterialmente agli antipodi del latin lover con la giacca in pelle del piccolo schermo. “Nella realtà è una persona molto cordiale e molto disponibile”, dice il medico, che ricorda di averlo incontrato anche “alla reunion del cast per i 30 anni a Los Angeles e a Milwaukee, per l’inaugurazione della statua di bronzo dedicata a Fonzie, dove sono anche intervenuto prima che l’opera venisse scoperta”.
Il camice bianco racconta di una collezione nata quasi per caso, dalla passione per la serie tv “che rappresenta l’inizio della mia adolescenza e aveva il fascino di raccontare qualcosa di lontano e semplice, come le storie dei giovani studenti in America. Negli anni ’90 – continua il medico – con alcuni amici abbiamo deciso di recuperare le puntate in videocassetta, costituendo tra di noi un fan club non ufficiale”.
Adesso il camice bianco entrato nel Guinnes è presidente dell’International fan club dedicato al telefilm e in una stanza ha raccolto 1439 oggetti legati a ‘Happy days’. Dai copioni originali a un flipper che faceva parte degli arredi di ‘Arnold’s’, il locale frequentato da Richie Cunningham e amici, considerato il pezzo più prezioso della collezione.
Oltre agli oggetti, alla collezione si sommano aneddoti e ricordi, come l’incontro sui set di ‘Rush’ e ‘Angeli e Demoni’ con Ron Howard, regista premio Oscar che aveva prestato il volto a Richie, il protagonista della serie che negli anni ’70 ha raccolto un successo mondiale.
“Here we hope to have soon Happy days again without virus” – “Qui speriamo di avere presto ancora giorni felici senza virus” – scriveva a fine febbraio su twitter il medico-collezionista di Codogno. Adesso che la luce in fondo al tunnel è più vicina si può tornare a sognare.
Antioco Fois