
(Foto: ©GettyImages/Xesai)
Ha superato quota 300 la conta dei medici e degli odontoiatri che hanno perso la vita a causa del coronavirus, oltre 120 nella seconda ondata. In risposta l’Enpam ha messo in atto una serie di misure a sostegno delle loro famiglie.
Dall’assegno per affrontare le spese delle onoranze funebri, fino alla pensione maggiorata. Ecco le azioni concrete della Fondazione e le possibilità messe in campo da altri soggetti istituzionali e privati.
FINO AL DOPPIO DI PENSIONE
I familiari dei medici e dei dentisti deceduti a seguito del Covid-19 potranno ricevere dall’Enpam una pensione maggiorata. L’ente di previdenza e assistenza della categoria aveva deliberato questa misura straordinaria già lo scorso aprile, ma solo ora entra in vigore a seguito del via libera da parte dei ministeri vigilanti.
Nel dettaglio, l’Enpam aggiungerà fino a 20 anni di contributi ai medici e ai dentisti morti a seguito del coronavirus, per fare in modo che la pensione spettante a vedove e orfani sia calcolata sull’importo a cui il familiare deceduto avrebbe avuto diritto al termine della propria carriera.
In termini economici questa misura straordinaria comporta per i familiari superstiti un assegno pensionistico che può arrivare anche al doppio dell’importo effettivamente maturato.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
SOSTEGNO ALLE SPESE FUNERARIE
Resta in attesa di approvazione da parte dei ministeri vigilanti la misura deliberata dal Cda Enpam prima di Natale e riguardante il sostegno alle spese funerarie.
In alternativa, tra le prestazioni assistenziali fornite dalla Fondazione esiste già un sussidio per casi simili. La misura in questione prevede un sussidio per le spese sostenute dal nucleo familiare per far fronte alla malattia o al decesso del medico o del dentista. Un limite della misura è che prevede requisiti reddituali da rispettare. Per questo motivo non tutti gli iscritti ne hanno diritto.
Nel caso del Covid-19, tuttavia, la Fondazione intende farsi carico di tutti i medici e gli odontoiatri che ne sono rimasti vittime, indipendentemente dalle fasce di reddito. Il sussidio infatti, oltre a sollevare i familiari dalle spese, vuole manifestare la solidarietà della categoria nei confronti dei colleghi che hanno pagato con la vita l’impegno contro la pandemia.
Anche in questo caso il contributo coprirà gli eventi successi a partire dalla proclamazione dello stato di emergenza nazionale.
L’importo sarà stabilito in seguito alla valutazione degli attuari, come accade per le altre tutele Enpam. Per fare domanda si dovranno presentare i documenti che dimostrino le spese sostenute.
SUPPORTO AGLI ORFANI
Gli orfani dei medici e dei dentisti possono chiedere una borsa di studio per le scuole secondarie di primo o secondo grado, i corsi universitari di laurea e per le rette dei convitti, collegi o centri formativi dell’Onaosi (Opera nazionale assistenza orfani medici sanitari italiani).
Tali sussidi sono cumulabili con le altre prestazioni assistenziali previste per gli orfani e per i componenti del nucleo familiare.
INAIL, INDENNITÀ UNA-TANTUM
Il fondo di Stato per i morti da infortuni sul lavoro, istituito con la legge finanziaria 2007, stabilisce il diritto a un’indennità una-tantum per tutti i lavoratori morti a seguito di infortunio professionale, indipendentemente dal fatto che siano iscritti all’Inail o meno. Ne hanno quindi diritto anche medici e odontoiatri convenzionati e liberi professionisti.
Di recente, la Fondazione Enpam, di concerto con l’Inail – che gestisce il fondo – ha avanzato al ministro della Salute, Roberto Speranza, la richiesta di aumentare il finanziamento al fondo di Stato per i morti da infortuni sul lavoro. Un aumento della dotazione permetterebbe di riconoscere l’indennità ai familiari superstiti di tutti i medici e odontoiatri caduti lottando contro il Covid.
55MILA EURO A FAMIGLIA
C’è più tempo per fare richiesta di accesso al fondo “Sempre con voi”, istituito dalla famiglia Della Valle in favore dei nuclei dei sanitari caduti a causa del Covid e gestito dalla Protezione civile. Con la recente proroga dello stato di emergenza nazionale per la pandemia, il termine per fare domanda è stato esteso al prossimo 30 aprile.
Ad ora la dotazione, derivante da donazioni private, ha superato i 12 milioni 500mila euro, di cui oltre 2 milioni sono già stati assegnati a 60 famiglie di medici, infermieri e operatori sanitari scomparsi che hanno fatto richiesta.
Il sussidio (che non concorre alla formazione del reddito) consiste in 15mila euro per ogni famliare dei sanitari caduti, per un massimo di 55mila euro a nucleo (e oltre in alcuni casi particolari). Se il nucleo è costituito da un solo familiare superstite la cifra erogabile sarà di 25mila euro.
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