Un medico o un dentista aggredito mentre fa il suo lavoro non dovrà presentare querela per rivalersi perché il suo aggressore sarà perseguito d’ufficio.
È una delle principali innovazioni contenute nella legge (n.113 del 14/8/20) sulla sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni, che entra in vigore giovedì prossimo.
Il testo approvato contiene un inasprimento delle pene, nuove ammende amministrative e l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza – presso il Ministero della Salute – costituito per metà da rappresentanti del gentil sesso, con l’obiettivo di monitorare i fenomeni e le misure di prevenzione e di protezione attuate nei luoghi di lavoro, accanto a piani di sicurezza integrati da avviare sul posto di lavoro.
PENE INASPRITE E 5 MILA EURO DI MULTA
La legge estende le aggravanti previste per i pubblici ufficiali ai casi di lesioni personali gravi o gravissime provocate al personale sanitario, disciplinando che i reati di percosse e lesioni siano procedibili d’ufficio quando ricorre la nuova aggravante.
Tra le novità, è contemplata l’istituzione della Giornata Nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, allo scopo di sensibilizzare i cittadini ad una cultura che condanni ogni forma di violenza.
Ecco i dettagli: l’articolo 4 stabilisce pene aggravate per i casi di lesioni personali gravi o gravissime, cagionate a soggetti esercenti una delle professioni in questione o che svolgono attività ausiliarie rispetto alle stesse, a causa o nell’esercizio delle relative professioni o attività: le pene sono da 4 a 10 anni per le lesioni gravi e da 8 a 16 anni per le lesioni gravissime.
Tra le circostanze aggravanti dei delitti commessi con violenza o minaccia, poi, l’articolo 5 inserisce l’aver agito proprio in danno della categoria. E, ancora, l’articolo 7 prescrive l’adozione di misure di prevenzione intese a stipulare specifici protocolli operativi con le forze di polizia da parte delle strutture in cui opera il personale sanitario e socio-sanitario.
E l’articolo 9 commina una sanzione amministrativa pecuniaria – da 500 a 5mila euro – per l’ipotesi di condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei loro confronti.
ANELLI (FNOMCEO): UN PRIMO PASSO
La legge era attesissima dal comparto, che ha registrato nel tempo una vera e propria escalation di aggressioni: un medico su 2 ha subìto aggressioni e il 30 per cento degli ambulatori non rispetta norme sulla sicurezza, riferiscono gli ultimi dati in materia.
La scorsa settimana (11 settembre) la Fnomceo ha celebrato la Giornata dedicata alla prevenzione della violenza sugli operatori sanitari con la prima pugliese, a Noicattaro (Ba), del Docufilm sul tema “Notturno”, sullo sfondo di una campagna mirata di comunicazione.
“La nuova legge – ha rimarcato il presidente della Federazione Filippo Anelli – è un traguardo, ma anche il primo passo di un lungo percorso che deve condurre a quel salto culturale che vede la sicurezza come un diritto degli operatori sanitari, presupposto imprescindibile della sicurezza delle cure”.
Valentina Conti