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Brindisi potrebbe non essere in grado di fronteggiare un ritorno del Covid-19 in autunno.
“Finora ce la siamo cavata relativamente bene, anche per i numeri contenuti – ha detto il presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri pugliese, Arturo Oliva – ma una ricaduta sarebbe letale”.
Il reparto di malattie infettive dell’ospedale Perrino, l’unico di secondo livello della provincia, ha in organico solo cinque medici che devono sopperire alle attività ambulatoriali e all’assistenza dei pazienti Covid.
“Per far funzionare cinque sale operatorie e due urgenze, praticamente tutti i giorni, i medici fanno turni massacranti. Se non arriveranno nuovi specialisti – avverte Oliva – l’autunno sarà durissimo”.
La questione riguarda in particolare gli anestesisti. “Qui paghiamo la gestione errata della graduatoria di un concorso bandito dall’Azienda sanitaria nel 2017 – spiega il presidente – che nelle intenzioni avrebbe dovuto risolvere il problema della carenza di medici specializzati”.
Su 26 vincitori risultati idonei, nessuno scelse di prendere servizio presso l’ospedale brindisino, preferendo altre destinazioni. “È vero che esiste un accordo che consente di attingere anche alle graduatorie di altre aziende sanitarie – conclude Oliva – ma la condizione è che siano prima soddisfatte le esigenze dell’Asl che bandisce il concorso. E invece questo non è stato fatto”.