Il bilinguismo è un bene che va tutelato, non solo dal punto di vista legislativo, ma anche emotivo.
Lo afferma Monica Oberrauch, presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Bolzano e componente del cda Enpam, che commenta così l’approvazione di un emendamento in Senato che per l’esercizio della professione medica nella stessa provincia altoatesina fissa come requisito necessario la sola conoscenza della lingua tedesca.
Una norma che ancora deve essere approvata in via definitiva che ha subito suscitato accese polemiche, visto che per il momento l’iscrizione all’Ordine dei medici di Bolzano – come nel resto d’Italia – prevede l’obbligo di conoscenza della lingua italiana.
“In realtà – spiega la Oberrauch – il numero di medici provenienti da Austria e Germania che ogni anno chiedono di iscriversi al nostro Ordine e che avrebbero interesse all’approvazione di questa legge, è molto esiguo, nell’ordine di 7 o 8 all’anno. Tra l’altro voglio sottolineare che questi colleghi – prosegue la Oberrauch – studiano l’italiano e si sottopongono senza problemi alla verifica finale, e questo li rende il più delle volte molto orgogliosi, perché vedono nel bilinguismo una grande opportunità, anche di carattere professionale”.
Al momento, presso l’Ordine di Bolzano, è pendente una sola richiesta di iscrizione di un professionista che vorrebbe esercitare senza conoscere la nostra lingua nazionale. “Io sono molto cauta su quello che potrà accadere in un prossimo futuro – sottolinea ancora – . Innanzitutto, si tratta di un provvedimento che ancora non è legge, e dunque direi di attendere gli sviluppi in Parlamento. In secondo luogo, qualora la norma dovesse essere approvata definitivamente, noi ovviamente ci adegueremmo, ma sarà necessario declinare nel dettaglio tutti i particolari in accordo con il ministero della Salute e con la nostra Federazione. Dunque, un percorso lungo e articolato – conclude la Oberrauch – nel corso del quale dovranno essere chiariti tutti gli aspetti della questione”.
g. c.