Gli esami di abilitazione per i neolaureati si faranno (fra un mese). Nel frattempo i futuri Medici di medicina generale senza abilitazione non potranno mettere le mani sui pazienti.
Lo sblocco dell’esame di Stato è arrivato con decreto del Presidente del Consiglio il 1°marzo, mentre con il decreto “Gualtieri” (n.9/2020) del 2 marzo è arrivato un via libera a metà per i vincitori del concorso Mmg non abilitati.
Semaforo giallo quindi per i neo-dottori che attendono l’esame di abilitazione per poter lavorare, un semaforo verde sbiadito per i futuri medici di famiglia non ancora abilitati che, secondo i dati della Fnomceo, sono il 57 per cento dei vincitori.
In prima linea la Federazione nazionale degli Ordini dei medici: “Ci siamo adoperati per sbloccare il concorso e abbiamo ottenuto il risultato sperato – afferma il presidente Filippo Anelli –, stiamo portando avanti un’interlocuzione con i ministeri interessati per comprendere quale può essere la prima data utile”.
Nel tardo pomeriggio di oggi il ministero dell’Università ha deciso: gli esami di abilitazione si faranno il 7 aprile. Uno slittamento di quaranta giorni rispetto alla data inizialmente prevista (28 febbraio).
MMG, GUARDARE MA NON TOCCARE
Per i corsisti non abilitati si apre comunque la possibilità di iniziare le attività a patto che si consegua l’abilitazione entro la prima sessione utile. Sino a quel momento i dottori a metà potranno svolgere solamente attività seminariali e di osservazione. I limiti non si fermano qui, infatti non potranno sostituire altri colleghi né partecipare ai concorsi per incarichi di medici addetti alla continuità assistenziale e all’emergenza territoriale.
“Esprimiamo apprezzamento per quanto previsto dal Decreto n. 9 del 2 marzo, che dimostra come il ministro Speranza sia sensibile a queste problematiche – dice Luca Galzerano, segretario nazionale Fimmg Formazione –. Questo decreto si è reso necessario per avviare rapidamente l’inizio del corso di formazione specifica in medicina generale, e dare quindi anche risposte concrete alla forte carenza di medici che in alcune zone d’Italia costituisce una vera e propria emergenza.”
Gianmarco Pitzanti