E se fosse la gamification la strada per il futuro della medicina?
L’applicazione degli elementi tipici del mondo dei videogame, tra divertimento, superamento di ostacoli e premialità, è già sperimentata in diversi campi e contesti, ma recentemente sta dando risultati anche in ambito medico. Ad esempio, per quanto riguarda il supporto nell’aderenza al piano terapeutico, elemento fondamentale per il successo del trattamento di molteplici patologie.
ADERENZA ALLE TERAPIE
Prendiamo il caso dei giovanissimi pazienti oncologici, alle prese con l’assunzione continua di chemioterapici e antibiotici. È stato dimostrato come l’80 per cento dei casi di recidiva del cancro infantile sia legato alla mancata assunzione regolare dei farmaci prescritti.
Per trovare una soluzione a questo problema, il laboratorio di innovazione sociale Hopelab ha elaborato Re-Mission, un serious game dedicato ai giovani pazienti oncologici, con l’obiettivo di migliorare l’adesione alle terapie.
Con Re-Mission, scaricabile come app da qualsiasi dispositivo, i giocatori prendono il controllo di Roxxi, un robot supereroe con la missione di distruggere le cellule tumorali, combattere le infezioni e gestire gli effetti collaterali dei trattamenti nei corpi di pazienti oncologici immaginari. Se i giocatori saltano una dose di chemioterapia, Roxxi avrà dei problemi nel completare la missione.
Il gioco è stato testato su 375 pazienti oncologici tra i 13 e i 29 anni, che hanno mostrato una migliore aderenza al trattamento, una maggiore conoscenza della malattia e un aumento dell’empowerment personale. Chi ha giocato almeno due ore ha mostrato un’aderenza ai farmaci superiore del 16 per cento rispetto alla media.
Di Re-Mission si occupa un approfondimento sul sito di Tech2Doc.
GESTIONE DEL DOLORE
Ma la gamification può essere d’aiuto nel contesto sanitario anche in altri ambiti.
L’Università di Washington, in collaborazione con Harborview Burn Center, ha sviluppato un’applicazione – chiamata “SnowWorld” – per aiutare la gestione del dolore e le medicazioni in pazienti con ustioni di diversa gravità.
Si tratta di un serious game tridimensionale e immersivo: l’ambiente di gioco virtuale proietta il paziente in un paesaggio polare fatto di canyon ghiacciati, cascate gelide e creature invernali da colpire con palle di neve. L’ambientazione mira a suscitare una sensazione di ristoro, contrastando il ricordo del fuoco. Studi condotti su pazienti hanno mostrato come l’uso di SnowWorld riduca la percezione del dolore dal 35 al 50 per cento durante la medicazione.
Lo racconta un articolo sul sito Tech2Doc.
APPRENDIMENTO DEL LINGUAGGIO
Dalla collaborazione tra le università di Bologna, Padova e L’Aquila, infine, è nata un’app che supporta i bambini tra i due e i tre anni nel miglioramento della comunicazione e del linguaggio.
L’app, che si chiama “Paola”, è pensata per genitori di figli monolingui, bilingui e multilingui, ma è utile anche per i piccoli pazienti con difficoltà linguistiche. All’interno ci sono materiali da scaricare e stampare, musica per ballare, attività da fare insieme per genitori e figli.
Anche in questo caso, l’articolo completo si trova sul sito Tech2Doc.
Claudia Torrisi