Spariscono i moduli di carta. Dopo i modelli D e i riscatti, presto molte altre domande si faranno solo online
È iniziato il conto alla rovescia per lo switch-off che segna la fase conclusiva del processo di transizione digitale dell’Enpam.
Dal primo di ottobre le domande di riscatti e ricongiunzioni potranno essere presentate solamente online, attraverso la propria Area riservata.A fare da apripista è stato il mo-dello D, visto che ormai le dichiarazioni dei redditi libero professionali si fanno solo nell’area riservata. Entro la fine dell’anno anche le domande di pensione si cominceranno a presentare online.
Da quando i nuovi servizi verranno introdotti, ci saranno poi tre mesi di transizione in cui la funzionalità online convivrà con i modelli cartacei, che poi mano a mano spariranno definitivamente.
Si conferma invece il ruolo essenziale sul territorio degli Ordini provinciali, che continueranno ad acquisire le domande e le istanze degli iscritti facendo da tramite con la Fondazione.
UN LUNGO TRAGITTO E POI IL COVID
Iniziata vent’anni fa con la progressiva informatizzazione del-la gestione dei rapporti con gli iscritti e dei servizi dedicati – attraverso la costituzione dell’Area riservata – la transizione ha subito un’accelerata nell’ultimo anno.
Ai tradizionali servizi di consultazione e stampa già disponi-bili, quali ad esempio la possibilità di verificare la propria situazione anagrafica e contributiva, di elaborazione della propria ipotesi pensionistica, del reperimento delle certificazioni fiscali e delle prestazioni fruite, si sono aggiunte quelle collegate alla pandemia.
Solo nel 2020, in piena emergenza Covid-19, l’Enpam ha erogato circa 125mila indennità statali (il reddito di ultima istanza) e oltre 112mila Bonus Enpam ed Enpam Plus, agli iscritti alla gestione “Quota B” in possesso degli specifici requisiti.
A questi si sono aggiunti le 1045 domande di sussidio per il contagio dal virus presentate entro il 31 dicembre dello scorso anno, che a giugno 2021, con l’arrivo della seconda e poi terza ondata della pandemia, hanno superato quota 4mila.
Sempre legata all’emergenza Co-vid-19, sono state accolte ed elaborate negli ultimi 12 mesi circa 9500 richieste di esonero contributivo e quasi 7mila domande di contribuzione ridotta.
Virus e lockdown nell’ultimo anno hanno spinto 94mila nuovi utenti ad iscriversi al portale dell’Enpam cui si sono collegati una media di 24mila iscritti al giorno.
Da giugno 2020 al giugno di quest’anno, gli accessi al portale hanno superato la clamorosa cifra di 6milioni di login (6,15 milioni).
Segnali inequivocabili di una pro-pensione consolidata e di una raggiunta consapevolezza digitale degli iscritti e – allo stesso tempo – della maturità del sistema informativo della Fondazione.
LA CARTA DIVENUTA RESIDUALE
In questo percorso di progressiva digitalizzazione, la Fondazione negli anni si è comunque preoccupata di mantenere la possibilità di inoltrare anche in modalità cartacea le dichiarazioni obbligatorie e le domande pur in presenza del servizio informatico.
Questo per andare incontro agli iscritti e ai loro familiari che con lo strumento non avevano dimestichezza.
È il caso ad esempio delle pratiche di riscatto, ricongiunzione e soprattutto del Modello D.
Negli anni, coloro che sceglievano la carta sono andati via via diminuendo mentre la crescita degli utenti che prediligono i servizi online è stata progressiva e costante fino a riguardare il 99,62 per cento di medici e odontoiatri che hanno presentato la dichiarazione per i redditi del 2019.
Un traguardo che ha reso i pro-cessi interni più efficienti e tempestivi nell’acquisire le comunicazioni obbligatorie e le domande presentate dagli iscritti, velocizzando le pratiche e miglioramento i rapporti con gli utenti.
E che, insieme al protrarsi dell’emergenza sanitaria, ha indotto il consiglio di amministrazione dell’Enpam a fare l’ultimo, decisivo, passo per completare la transizione digitale.
Marco Fantini