
(Foto: ©Gettyimages/Halfpoint)
Anche per la terza dose, i professionisti in camice arruolati nella campagna vaccinale devono stare attenti alla strada che prendono i loro contributi previdenziali.
Per evitare inconvenienti, medici e odontoiatri reclutati con contratti di lavoro autonomo o di collaborazione devono tenere a mente che i contributi derivati dall’attività libero professionale vanno versati all’Enpam. Nello specifico alle gestione della Quota B. Chi svolge la libera professione deve, infatti, ogni anno dichiarare i redditi prodotti nell’anno procedente attraverso il modello D, direttamente dalla propria area riservata del sito web dell’Enpam.
Lo stesso vale per i pensionati vaccinatori chiamati direttamente dalle Asl o da altri enti con un contratto di collaborazione o di lavoro autonomo.
Versano all’Inps solo i medici assunti tramite contratto di lavoro dipendente, anche per tramite delle agenzie di somministrazione.
SPECIALIZZANDI IN PRIMA LINEA
Per quanto riguarda i medici specializzandi, i compensi per le vaccinazioni – come per le sostituzioni e le guardie mediche – si cumulano alla borsa di studio, ma hanno un trattamento fiscale e previdenziale diverso.
Da un lato infatti ci sono le borse di studio degli specializzandi, che non sono redditi imponibili a fini fiscali – dunque sono esentasse – ma sono soggette alla gestione separata Inps, con relativa aliquota del 24 per cento. Dall’altro lato ci sono le collaborazioni coordinate e continuative e gli incarichi di lavoro autonomo, che sono soggetti a tassazione ma rientrano nel campo della Quota B dell’Enpam.
Nella compilazione del modello D, gli specializzandi potranno quindi scegliere se pagare la Quota B intera, con aliquota del 19,50 per cento, oppure ridotta al 9,75 per cento.
SE I CONTRIBUTI SBAGLIANO STRADA
Occhio però a dove vanno i contributi. La precisazione è doverosa, perché nei mesi più critici della pandemia è capitato che aziende sanitarie abbiano erroneamente versato alla gestione separata Inps i contributi di alcuni specializzandi e medici neoabilitati reclutati con contratti co.co.co. Contributi che al contrario andavano versati all’Enpam e non all’Inps (ne abbiamo parlato qui)
È quindi sempre opportuno dare uno sguardo al cedolino mensile. Chi si dovesse accorgere dell’applicazione di trattenute previdenziali indebite in favore della gestione separata Inps sui compensi relativi all’incarico di collaborazione, devono segnalate l’errore ai propri datori di lavoro affinché regolarizzino la situazione.
Af
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