Riducendo lo spreco di cibo si guadagna anche in termini di salute e tutela dell’ambiente. Ma si generano anche ricadute positive nel settore della produzione alimentare e in termini di solidarietà sociale. Questa la sequenza logica che ha fatto da impalcatura alla settima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, ospitata stamattina alla sede dell’Enpam a Roma.
Un concetto sottolineato prima di tutto dal presidente dell’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri, Alberto Oliveti, che ha introdotto l’iniziativa dedicata al tema ‘Stop food waste, feed the planet’ che ha visto le relazioni di Sergio Costa e Roberto Morassut, rispettivamente ministro e sottosegretario all’Ambiente, del sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa e di Chiara Gadda, promotrice della legge nazionale sullo spreco alimentare.
OLIVETI: SENSIBILITÀ DIFFUSA
“Attorno alla battaglia contro lo spreco alimentare c’è ormai una sensibilità diffusa”, ha detto il presidente Oliveti in apertura dell’evento, auspicando “che questa quotidianità di scelte si sostanzi con una visione superiore, di prospettiva, che permetta di impostare delle politiche di tipo economico e sociale che aiutino questa maggiore consapevolezza individuale sullo spreco alimentare, della tutela ambientale e della salute”.
ITALIANI MENO SPRECONI
Nel corso della mattinata è emerso come lo spreco di cibo sia per la prima volta in calo nelle case degli italiani. In media, secondo il rapporto 2020 dell’osservatorio ‘Waste watcher’ un cittadino getta 4,90 euro a settimana nella spazzatura, a fronte dei 6,60 del 2019. Un calo del 25 per cento che “abbiamo come obiettivo di raddoppiare e portare 50 per cento”, ha detto il ministro Costa, che ha poi tracciato un quadro caratterizzato da un’incremento di sensibilità e interesse degli italiani verso i temi del risparmio e del rispetto dell’ambiente.
L’iniziativa introdotta e moderata dal fondatore di ‘Spreco Zero’, Andrea Segrè, ha offerto anche uno spaccato internazionale del fenomeno dello spreco alimentare, grazie agli interventi di Vincenza Lomonaco, ambasciatore alla rappresentanza d’Italia all’Onu. Nel corso della giornata sono intervenuti anche Rosa Rolle, team leader della Fao, e il presidente del ‘Comitato italiano per il World food programme’ Vincenzo Sanasi d’Arpe.
TRA ECONOMIA CIRCOLARE E WELFARE
Tra i relatori anche il coordinatore del progetto ‘60 Sei zero’ dell’Università di Bologna, Luca Falasconi, il vicepresidente dell’istituto Swg, Maurizio Pessato, e la presidente delle Acli provinciali di Roma, Lidia Borzì, che ha sottolineato come sia in calo lo spreco in famiglia e in aumento il recupero delle eccedenze. “Buone pratiche – ha proseguito – che innescano un sistema di economia circolare e un nuovo modello di welfare”.
data pubblicazione : 5/02/2020