Una volta finita la specializzazione continuerò a rimanere iscritto alla gestione separata oppure dovrò iscrivermi a un’altra gestione previdenziale? E se dovessi continuare a lavorare come ospedaliero dove dovrò versare i contributi?
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Gentile Collega,
no, non rimarrai iscritto alla Gestione separata. Questa gestione, infatti, resta per i medici un percorso del tutto circoscritto alla specializzazione (o eventualmente a un dottorato di ricerca), perché è un fondo istituito per i lavoratori autonomi non iscritti a un albo, e quindi non già iscritti a una cassa professionale. E questo non è certamente il caso dei medici e degli odontoiatri.
Infatti abbiamo sempre contestato la disposizione che assimila gli specializzandi, come fossero “eterni studenti”, a dei “senza casa” previdenziali, obbligandoli a versare alla gestione separata Inps, e non, in quanto medici, all’Enpam.
Una volta conclusa la specializzazione la tua previdenza sarà questa: all’Enpam continuerai a versare i contributi di base sulla Quota A. Nel caso in cui eserciterai la libera professione (eventualmente anche fatta in intramoenia se sarai un dipendente) sul reddito che supera la soglia già coperta dalla Quota A, verserai i contributi alla Quota B. Spetterà a te dichiarare ogni anno alla Fondazione il reddito professionale, al netto delle spese sostenute per produrlo, compilando il Modello D. La dichiarazione è telematica e una volta fatta, la Fondazione ti comunicherà l’importo dei contributi da versare e potrai pagare o con bollettini o con addebito diretto sul conto corrente (con la possibilità anche di rateizzare).
Se invece lavorerai in convenzione o in accreditamento con il Servizio sanitario nazionale, non dovrai fare adempimenti particolari: saranno infatti le Asl a comunicare i dati alla Fondazione e a prelevare dal compenso la quota di contributi previdenziali a tuo carico per poi riversarli all’Enpam (una parte invece è a carico del Ssn).
Questa modalità varrà anche se lavorerai come dipendente con l’unica differenza che il tuo datore di lavoro riverserà i contributi previdenziali all’Inps (e non quindi all’Enpam che tutela appunto il reddito da lavoro autonomo).
Alberto Oliveti
Presidente Fondazione Enpam