Greta Reinberg Mastragostino è ancora incredula quando parla del riconoscimento che tra pochi giorni riceverà dalle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il titolo di “Commendatore” le verrà conferito il 17 febbraio per avere proseguito la missione del marito, Silvano Mastragostino, primario di Ortopedia scomparso nel 1998 e fondatore dell’associazione di volontariato “Genova ortopedia per l’Africa” (Goa).
Greta, 89 anni di pura energia, racconta al Giornale della Previdenza di “quando nell’84 mio marito andò per la prima volta in Kenia per un congresso”.
Il camice bianco venne informato dai medici missionari del Cuamm di Padova della necessità di interventi chirurgici ortopedici su bambini affetti da gravi malformazioni congenite, infezioni, postumi di traumi non trattati in modo inadeguato, ustioni ed esiti di poliomielite.
“Rimase inorridito dalle condizioni in cui vivevano i bambini nei villaggi poveri – racconta Greta Reinberg Mastragostino – e mi disse che voleva fare qualcosa”.
“NON DIMENTICARE I MIEI BAMBINI”
Classe 1924, Silvano Mastragostino dopo la laurea a Bologna prese la specializzazione in Ortopedia esercitando all’Istituto Rizzoli, insegnò all’Università di Genova per poi diventare primario della seconda divisione di Ortopedia dell’ospedale ‘Gaslini’.
Nella breve biografia pubblicata nel sito web dell’associazione Goa, gli vengono attribuiti oltre 20mila interventi chirurgici di ortopedia, tra cui il primo allungamento tibiale in Italia, nel ’62.
“Tornato dal primo viaggio in Africa, mio marito parlò con i suoi assistenti e ci fu una grande adesione”, racconta la moglie, che del Goa è oggi presidentessa.
Da quel giorno prende il via l’avventura delle missioni in Kenia, dove Mastragostino si reca due volte l’anno con un’équipe di ortopedici e anestesisti.
“Servivano fondi e strumentazione – spiega la signora Greta – e in questo abbiamo avuto un riscontro incredibile dai nostri amici, ma anche da ospedali e cliniche. Aiuti che riceviamo ancora adesso attraverso il 5 per mille”.
Il ponte di solidarietà con i due centri di riabilitazione dei villaggi di Ol’Kalou e Naro Moru, tenuti da suore missionarie italiane, negli anni non si è mai interrotto, coinvolgendo decine di medici italiani.
“Silvano era una persona carismatica, molto generosa. Era amante dell’arte e studiava di continuo”, dice la signora Greta, che ha raccolto il testimone del marito quando negli ultimi giorni di vita le raccomandò: “Non dimenticare i miei bambini”.
“È stata un’avventura bellissima ed è stato bellissimo viverla dall’inizio. Al presidente Mattarella vorrò dire che sono onorata di ricevere questo riconoscimento in nome di mio marito”.
Antioco Fois
data pubblicazione : 12/02/2020