Via libera ai medici in corsia fino a settant’anni. La misura d’emergenza, programmata fino al 2022, è stata prevista per garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e fronteggiare la carenza di medici specialisti.
A contenere il provvedimento è l’articolo 5 bis del decreto Milleproroghe, in corso di approvazione in Parlamento.
Sul pacchetto normativo, che introduce diverse nuove disposizioni in materia di sanità, il Governo ha posto la questione di fiducia, con tempi più che mai stretti per la votazione in Parlamento, che dovrà avvenire prima della scadenza del 29 febbraio.
40 ANNI DI CARRIERA
La misura consente ai dirigenti medici del Servizio sanitario nazionale di presentare domanda di autorizzazione per il trattenimento in servizio anche oltre il limite del quarantesimo anno di servizio effettivo e comunque non oltre il settantesimo anno di età.
Come già riportato nella scorsa edizione di “Enpam notizie”, il Milleproroghe contiene anche la disposizione che metterà i giovani camici al lavoro, con contratti a termine, già al terzo anno di specializzazione (https://www.enpam.it/2020/specializzandi-dirigenti-nel-ssn-gia-dal-terzo-anno/).
ITER TRAVAGLIATO
Una misura analoga era già stata presentata dall’Esecutivo a gennaio ed era stata però ritenuta inammissibile. In quell’occasione, dal ministero della Salute aveva stimato in 10 mila i camici bianchi potenzialmente interessati dal provvedimento a livello nazionale.
Respinta una prima volta, la proposta è stata poi approvata la scorsa settimana dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera e attende la votazione al Senato per martedì 25 febbraio.
IL VIA LIBERA
Da quanto previsto dalla nuova disposizione, una volta in vigore, le amministrazioni non potranno più interrompere il rapporto d’impiego del dirigente medico al raggiungimento del 65esimo anno d’età qualora abbia maturato i criteri per il pensionamento.
Il camice bianco potrà, quindi, chiedere di essere mantenuto in servizio sino all’età massima di settant’anni anche senza il fine di maturare l’anzianità contributiva di 40 anni.
Claudio Testuzza