Estratto dell’articolo di Nino Sunseri per La Verità
Il forte legame della banca con il proprio territorio. Un patrimonio che le vecchie popolari non hanno disperso. Nemmeno adesso che, a seguito della trasformazione in società per azioni hanno dato il via ad una serie di matrimoni per rafforzare il capitale. Tuttavia il legame con le famiglie e il tessuto delle piccole e medie imprese non è stato disperso. Questi concetti hanno risuonato a lungo [il 25 marzo] nell’auditorium «Giovanni XXIII» di Bergamo che ha ospitato la quarta tappa del Roadshow di Banco Bpm dedicato alle Pmi.
Per capire quanto sia stata importante la funzione delle banche nel territorio nello sviluppo industriale italiano basterà ricordare un episodio. Uno che vale per tutti. Risale al 1946 e riguarda il Banco di San Prospero e San Geminiano di Modena (oggi parte integrante di Banco Bpm) ed Enzo Ferrari creatore del marchio italiano più famoso nel mondo. A dargli il finanziamento iniziale da un milione di lire (gran somma per l’epoca) fu il direttore generale dell’istituto modenese.
Il futuro Drake non aveva garanzie da offrire se non la passione e la competenza sulle auto da corsa. Fu creduto sulla parola. Una start up di successo planetario nacque così: per il coraggio e la lungimiranza del direttore di una piccola banca della provincia italiana.
Quello spirito negli anni si è attenuato, per via delle regole sempre più rigide al credito, ma non si è smarrito come ha sottolineato il presidente di Banco Bpm, Massimo Tononi «Condividere la nostra visione è parte integrante del nostro agire a favore dei sistemi imprenditoriali locali che sono la vera struttura portante dell’economia italiana».
Un’eredità che l’arrivo di una grande banca multinazionale come Unicredit finirebbe per disperdere. «Pmi, famiglie e comunità locali sono i pilastri su cui Banco Bpm ha costruito il proprio modello di banca», dice l’amministratore delegato Giuseppe Castagna. […]