Se smettessi di fare il medico potrei recuperare i contributi versati?
Sono dipendente ospedaliero da due anni. Prima ho fatto il libero professionista per 11 anni con versamenti contributivi all’Enpam.
Emanuele di Leo, Genova
Gentile Collega,
per quanto riguarda l’Enpam non ci sono problemi di sorta. La Fondazione infatti non trattiene nulla di quanto versato dagli iscritti, ma lo restituisce sempre o sotto forma di pensione oppure, quando non ci sono i requisiti per la pensione, come indennità in capitale.
L’Inps invece non prevede la restituzione dei contributi se non quando sono stati versati per errore.
Nel tuo caso specifico, relativamente a Enpam, per la gestione di Quota A hai maturato i requisiti per la pensione mentre per la Quota B e la gestione della medicina convenzionata e accreditata, su cui hai alcuni anni di versamenti, potrai chiedere la restituzione.
Le somme versate ti verranno restituite con gli interessi (4,5% annuo), al netto di una quota di solidarietà (12%) che serve a finanziare le pensioni di inabilità e quelle ai coniugi superstiti e agli orfani.
A 68 anni quindi riceverai dall’Enpam la pensione di Quota A e un’indennità in capitale.
Per entrambe le prestazioni dovrai fare domanda compilando i moduli specifici.
Infine tieni presente che qualsiasi lavoro decidessi di fare dopo aver cessato l’attività medica avresti comunque un ente pensionistico obbligatorio di riferimento per la tua nuova attività. In questo caso potresti decidere di mettere a frutto la tua posizione previdenziale all’Enpam e all’Inps ai fini della pensione futura. Gli strumenti a disposizione sono il cumulo e la ricongiunzione. Se invece stai pensando di trasferirti all’estero esiste la totalizzazione internazionale.
Alberto Oliveti
Presidente Fondazione Enpam