Nella malaugurata ipotesi che un libero professionista iscritto alla Quota B Enpam dovesse venire a mancare prematuramente (supponiamo a 45 anni, dopo 20 anni di contribuzione alla Quota B e che nel frattempo ha anche esercitato il riscatto degli anni di Laurea), i 20 anni di contributi pagati alla Quota B verrebbero restituiti ai familiari? Il riscatto degli anni di laurea verrebbe restituito ai familiari?
Paolo Ghensi
Gentile Collega,
l’esempio che citi è il caso tipico della pensione indiretta. L’iscritto che muore prima dell’età per la pensione (68 anni) lascia ai familiari beneficiari (principalmente coniuge e figli) una rendita pensionistica che l’Enpam assicura con un sistema di garanzie molto forte. La Fondazione infatti calcola la pensione aggiungendo ai versamenti fatti dall’iscritto tanti anni quanti gliene mancavano per arrivare all’età della pensione (68 anni) fino a un massimo di dieci (in caso di morte per Covid si arriva a 20).
Nell’esempio che fai, quindi, è come se il professionista avesse versato per 30 anni, e non 20 come invece ha fatto nella realtà. I periodi eventualmente riscattati vengono conteggiati nell’assegno. Inoltre, se il professionista non ha completato il riscatto che aveva richiesto, i familiari possono anche decidere di ultimarlo. Il costo verrebbe detratto dall’assegno con una trattenuta del 20%, ma il beneficio verrebbe assicurato da subito.
Alberto Oliveti
Presidente Fondazione Enpam