Da oggi la laurea si può riscattare anche sulla Quota A, con l’agevolazione del costo fisso. Una notizia buona per tutti, ottima per i dipendenti. E per i medici dipendenti che approssimativamente hanno più di 54-55 anni d’età, potrebbe essere una svolta. Parliamo dei nuovi riscatti di Quota A che l’Enpam ha appena introdotto.
LAUREA A COSTO AGEVOLATO
A partire da quest’anno, infatti, l’Enpam permette di riscattare la laurea su una gestione a contributo fisso: in altre parole nel momento in cui si fa domanda si sa già quanto costerà. Per ogni anno riscattato il contributo sarà pari a quattro volte quello di Quota A intero applicato nell’anno in cui si presenta la richiesta, senza il contributo di maternità. Per chi chiederà il riscatto di laurea sulla Quota A nel 2025, cioè, il costo sarà di 7.846,24 euro per anno accademico (si possono riscattare fino a 6 anni, escludendo i periodi fuori corso). Sfruttando la deduzione fiscale, si potrà poi ottenere un rimborso fino a oltre il 47 per cento dell’importo versato. Il pagamento si potrà fare a rate per una durata pari a una volta e mezzo il periodo da riscattare: per una laurea di 6 anni, quindi si può scegliere di pagare in 9 anni. Da tenere presente, comunque, che si deve terminare entro la data del pensionamento.
A conti fatti, riscattare l’intero corso di laurea di 6 anni in medicina, per chi ha le aliquote fiscali più elevate, avrebbe un costo netto di meno di 25mila euro.
A CHI CONVIENE
I giovani medici dipendenti avrebbero interesse a chiedere il riscatto sulla Quota A il prima possibile, per cristallizzare il costo all’anno della domanda. Ma il massimo della convenienza, addirittura, l’avranno i medici dipendenti che oggi hanno più di 54-55 anni d’età. Infatti chi è dipendente e ha cominciato a lavorare prima del 1996 non può nemmeno accedere ai riscatti agevolati messi a disposizione dall’Inps, mentre quelli ordinari della gestione pubblica rischiano di comportare esborsi molto alti.
Il riscatto di laurea sulla Quota A dell’Enpam invece potrà essere fatto valere anche presso l’Inps, se si andrà in pensione con il cumulo. Per molti questo potrebbe essere l’unico modo di accedere alla pensione anticipata. Infatti con il cumulo contributivo le donne con le regole attuali possono andare in pensione anticipata, indipendentemente dall’età, se hanno 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva, mentre gli uomini con 42 anni e 10 mesi. Per fare un esempio, una dottoressa che ha cominciato l’università a 19 anni, facendo il riscatto di laurea, potrebbe potenzialmente avere i requisiti per andare in pensione anticipata in cumulo già a 60 anni e 10 mesi (61 anni e 10 mesi nel caso di un uomo).
UN’ALTRA MANO DAL PRECONTRIBUTIVO
Un altro riscatto interessante è anche quello pre-contributivo. Qui bisogna andare un po’ più indietro nel tempo per capire di cosa si tratta. Fino al 1990 chi diventava medico, cominciava a pagare la Quota A dall’anno successivo a quello dell’iscrizione all’albo (adesso invece si paga dal mese successivo). Questo fa sì che tanti sessantenni si ritrovano oggi con alcuni mesi scoperti all’inizio della carriera. Ad esempio, chi è diventato medico nel febbraio 1989, si ritrova coperto dalla Quota A solo dal 1° gennaio 1990. Oggi con il riscatto pre-contributivo potrebbe recuperare ben 10 mesi (dal mese successivo a quello di iscrizione, cioè, nel caso dell’esempio, dal 1° marzo fino al 31 dicembre). Il costo è sempre forfettario: quattro volte il contributo di Quota A in vigore al momento della domanda. Il conto sarà proporzionato in base al periodo da coprire: chi riscatta un mese, paga per un mese.
Tanti, con il riscatto precontributivo, oltre alla laurea, potranno recuperare da uno a 11 mesi ulteriori
PER L’AGEVOLAZIONE SERVE L’OPZIONE
Per poter fare un riscatto agevolato a costo fisso sulla Quota A, è comunque necessario optare per il calcolo contributivo. Così facendo, tutte le somme versate andranno ad alimentare il salvadanaio previdenziale (montante contributivo). Più si versa più si otterrà di pensione.
ALLINEAMENTO
Per questo sulla Quota A è stato reintrodotto anche un altro tipo di riscatto che consente di allineare i contributi effettivamente pagati a quello più alto in vigore. Cioè: chi ha un gruzzolo da parte e vuole investire sulla pensione (ottenendo anche un risparmio fiscale), può pagare la differenza fra i contributi ridotti, o comunque più bassi, pagati in passato e quello attuale. Il riscatto di allineamento, comunque, ha un effetto solo economico e non aumenta mai l’anzianità, nemmeno con il cumulo.
A CHI NON CONVIENE
All’interno del sistema Enpam, i riscatti sulla Quota A in linea generale valgono solo sulla Quota A. Questo significa che riscattare la laurea su questa gestione non aumenta l’anzianità contributiva spendibile sulle altre gestioni previdenziali dell’Enpam (ad esempio la Quota B, la gestione della medicina generale, degli specialisti ambulatoriali o quella degli esterni). Quindi, chi ha l’obiettivo di aumentare gli anni di contributi utili per la pensione anticipata Enpam come libero professionista o convenzionato, dovrebbe considerare, piuttosto, di fare il riscatto sulla Quota B o sulla gestione del fondo della medicina convenzionata dove è attivo. Il riscatto, infatti, si può fare solo su una gestione previdenziale: chi lo chiede sulla Quota A non lo può poi chiedere nelle altre gestioni.
Chi ha l’obiettivo di aumentare gli anni di contributi utili per la pensione anticipata Enpam come libero professionista o convenzionato, dovrebbe considerare di fare il riscatto sulla Quota B o sulla gestione del fondo della medicina convenzionata dove è attivo
Gabriele Discepoli