MALE HABITUS. LA MALATTIA, COME LA VITA, NON AVVIENE SENZA UNA RAGIONE di Giovanna Masci
L’oncologa Giovanna Masci, calabrese di origine e milanese d’adozione, ci ricorda e illustra il legame indissolubile tra la cura, in particolare quella dei tumori, e la difficile arte della Comunicazione tra medico e paziente.
La Medicina – sostiene – è il mestiere più consono per ascoltare una storia.
Un terapeuta che non sa ascoltare, o ancor peggio, che non offre la possibilità al suo assistito di raccontarsi, è destinato a perdere gli elementi più rilevanti per curare il suo paziente con un esito favorevole. Nonostante la sua sapienza.
La malattia, prima o poi, attraversa la vita di ciascuno. Travolge tutto: la famiglia, il lavoro, le relazioni sociali, il presente, le aspettative, i sogni, il futuro. E in questo vortice che entra il terapeuta con la sua opera per (tentare di) ridonare la salute.
Anche se è paradossale, la malattia è in grado di far percorrere strade nuove e mai immaginate e dare nuovo vigore a quel che resta dell’esistenza.
Oltre a queste, e altre, fervide considerazioni filosofico-esistenziali sull’essere malati (male habitus), in questo libro – da leggere e meditare – sono racchiuse le storie di nove pazienti oncologici.
Ognuno ha un modo suo di reagire alla malattia: con la rimozione o la determinazione, rifugiandosi nella bellezza o tirando giù la maschera del perfezionismo e della fede, con la rabbia o la paura, con la depressione e l’annientamento o con la saggezza e la leggerezza.
Rupe mutevole, Milano, 2021, seconda edizione, pp. 358, euro 15,00