In questa brutta fase del Covid nessuno parla dei medici ospedalieri in attività intramoenia, devoti totalmente alla sanità pubblica, mal pagati con stipendi ridicoli per tutte le responsabilità che ci assumiamo quotidianamente e privati con prepotenza della libertà di lavorare. Sembrerà pure inopportuno parlare di intramoenia, se ci lamentiamo passiamo per medici irrispettosi…..ma a noi chi ci rispetta?
Tutta l’attività lavorativa divisionale è stata mantenuta inalterata con traffici fino a 250 utenti al giorno……ma certo, siamo pagati per quello, il rischio COVID lo mettiamo in conto…..e poi?
Il virus arriva di pomeriggio …durante l’attività intramoenia! Ma siamo sicuri che sia tutto giusto? Chi lavora in extramoenia nel privato può continuare a farlo tranquillamente. Ma perché queste disparità?
Parte dei nostri compensi finiscono nelle casse delle Aziende Sanitarie per cui lavoriamo… siamo sicuri di essere così d’intralcio? Sono un medico ospedaliero oculista. Per favore rispondete alle mie domande. Mi sento così frustrata e delusa…e soprattutto depredata della mia libertà.
Clorinda Crudeli, Teramo
Gentile Collega,
quanto vale il lavoro di un professionista che ti salva la vita o ti mette al sicuro da una patologia invalidante?
La pandemia ha riportato al centro la nostra professione al prezzo altissimo di vite umane. Una professione esercitata con convinzione nonostante fare il medico in Italia significhi, a parità di qualità espressa, essere tra i meno pagati in Europa.
Il Covid sta mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale di cui emergono fragilità, anomalie strutturali e la pesante contraddizione che tu stessa lamenti, di non aver saputo valorizzare il lavoro e le competenze dei professionisti che quel sistema lo reggono in piedi.
Vale la pena allora ricordare che l’intramoenia, attraverso la quale gli ospedali ricevono una percentuale sulle prestazioni professionali rese dai propri dipendenti, è stata introdotta anche perché il pubblico non aveva risorse per garantire ai medici e agli odontoiatri compensi in linea con i livelli europei.
Invece di adeguare gli stipendi, è stata data la possibilità ai singoli di integrare il reddito con l’attività libero-professionale intramoenia. Ebbene, con la situazione d’emergenza, l’attività intramuraria è stata soppressa, a danno dei professionisti ma anche dei cittadini ai quali non può essere garantito pieno accesso alle cure.
In questo momento drammatico la Fondazione ha sempre fatto la sua parte, non solo anticipando i soldi degli indennizzi statali, da cui in prima battuta erano stati esclusi i liberi professionisti, ma prevedendo con le proprie risorse aiuti – proporzionali all’aliquota contributiva scelta – anche per i colleghi ospedalieri che hanno dovuto ridurre drasticamente o interrompere la libera professione in intramoenia.
L’obiettivo è quello di dare un segnale concreto: per l’Enpam, al di là dell’inquadramento contrattuale, vale la professione libera del medico.
Alberto Oliveti
Presidente Fondazione Enpam