(Beniamino Gigli jr e senior)Insieme alla cura per i suoi piccoli pazienti, la vita di Beniamino Gigli junior è stata dedicata a preservare e tramandare l’immensa eredità artistica e morale del celebre omonimo nonno.
Gigli jr, che nella vita aveva scelto la vocazione per la medicina, è venuto a mancare lo scorso giugno a causa di un tumore, all’età di 72 anni, dopo essersi occupato per anni del lascito culturale del familiare, uno dei più riconosciuti tenori del secolo scorso.
MEDICO IN UNA FAMIGLIA DI ARTISTI
“Mio papà aveva la passione per il canto, aveva anche partecipato Festival di Castrocaro, ma nelle medicina aveva trovato la sua piena identità”, racconta al Giornale della Previdenza la figlia di Gigli jr, Asia Beniamina, pianista e studentessa di Ingegneria.
Nato nel ’47, il nipote del famoso tenore si laurea alla Sapienza, per poi specializzarsi in Pediatria. Dopo due anni da tenente medico alla caserma ‘Cecchignola’, esercita per oltre 30 anni in corsia, nei maggiori ospedali della Capitale.
Lavora al ‘Regina Margherita’, al ‘San Giacomo’, poi al ‘San Giovanni’. “Anche dopo la pensione – continua la figlia 22enne – non ha mai smesso di lavorare in studio. Curare i bambini era la sua vocazione e nella sua carriera è arrivato a seguire i figli di quelli che erano stati i suoi piccoli pazienti”.
Un professionista stimato, che aveva fatto della professione medica la propria vocazione e, da appassionato di lirica, si era impegnato per decenni a tramandare e divulgare la testimonianza artistica del nonno.
IL NONNO EREDE DI CARUSO
Nel bianco e nero delle vecchie immagini si può ripercorrere l’infanzia di Beniamino jr. Una in particolare, pubblicata nel ’48 dall’Italia del Popolo, mostra il futuro medico ad appena sei mesi. L’immagine permise al tenore, allora in tournée in Argentina, di vedere per la prima volta il nipote.
“Passavamo assieme quattro mesi all’anno, nei quali si esercitava continuamente a cantare”, disse il pediatra nel corso di un intervento su TV2000.
In quell’occasione aveva raccontato l’amicizia del nonno con Padre Pio, per il quale cantava ‘Mamma’, brano che faceva commuovere il religioso.
Il cantate d’opera era nato nel 1890 a Recanati da una famiglia umile, si trasferì a Roma, dove nel 1911 fu ammesso al liceo musicale di Santa Cecilia, per poi intraprendere una carriera da subito segnata dal successo.
“Arturo Toscanini lo condusse alla Scala dove fu applaudito entusiasticamente” si legge nell’atto che nel 1997 promulga il “Beniamino Gigli Day”, firmato dall’allora sindaco di New York Rudolph Giuliani “in riconoscimento di questo grande newyorchese”.
La pergamena firmata dal sindaco di origine italiana ricorda l’esordio di Gigli al Metropolitan con ‘Mefistofele’. Su quel palco seguiranno altre 510 apparizioni in 30 ruoli, nell’arco di tredici stagioni.
“Dischi, tournée, ruoli da protagonista al cinema ed esibizioni radiofoniche – continua il documento – fecero di Gigli uno dei più amati tra i cantanti e le altre celebrità del mondo. Sempre evidente era il suo carattere cordiale ed affabile”.
LA MEMORIA DEI GIGLI
“Mi ha lasciato un’infanzia gioiosa, che mi ha permesso di rimanere bambino. E poi mi ha insegnato il valore dell’umanità” aveva raccontato Gigli jr nel corso dell’intervista televisiva di quattro anni fa.
“Avevano un bellissimo rapporto. Dal nonno aveva ereditato il carattere generoso, oltre a una bellissima voce, con lo stesso timbro di quella del tenore”, precisa la figlia Asia.
Al grande cantante il Conservatorio Santa Cecilia ha intitolato un’aula, la città di Roma un piazza con un busto all’ingresso del Teatro dell’Opera. A Recanati una scuola civica porta il suo nome e nella città di Leopardi a lui è dedicato un museo.
Il nome di Beniamino Gigli brilla anche al centro della una stella sulla Walk of fame di Hollywood.
“Nel 2007 papà aveva fondato l’Associazione lirico musicale culturale Beniamino Gigli jr. con lo scopo di aiutare i giovani musicisti ad emergere. Assieme ad altri medici aveva creato il progetto ‘Medicina e musica’, con opere rappresentate da soli camici bianchi da tutta l’Italia”, afferma la bisnipote del tenore, determinata a prendere le redini dell’associazione per proseguire l’opera del padre nel valorizzare lo straordinario lascito artistico del bisnonno.
Antioco Fois