Massimo Stella, 25enne neo camice bianco, figlio di Roberto, primo medico caduto sul lavoro a causa del coronavirus, racconta di aver “dedicato la laurea e l’intera giornata a mio papà”.
Pochissime le parole rilasciate alla stampa da giovedì, il giorno della proclamazione, dal protagonista di una storia che profuma di speranza e rinascita. “I valori a cui mi ispirerò nella professione medica – racconta il giovanissimo medico al Giornale della previdenza – saranno sicuramente legati agli insegnamenti che mi ha trasmesso mio padre negli anni”.
OBIETTIVO CARDIOLOGIA
Il 9 luglio Massimo ha raccolto il testimone del padre, laureandosi con 110 e lode all’Università dell’Insubria di Varese, discutendo in videoconferenza la tesi in Cardiologia “Ablazione transcatetere di tachicardia o flutter atriale sinistra in pazienti sottoposti a chirurgia mitralica” con il professor Roberto De Ponti come relatore.
Il progetto è proseguire la strada professionale con la specializzazione nella stessa materia. Il test è previsto per fine settembre, “ma essendo su base nazionale – dice Stella – saprò solo dalle graduatorie la sede dove eventualmente proseguiranno i miei studi”.
Il neo dottore preferisce lasciare sotto il velo della discrezione gli aspetti personali, ma quando gli si chiede un parere da medico sulla vicenda Covid ha pochi dubbi: “È stata una tragedia che ci ha colti impreparati nelle fasi iniziali”. Parole dense di significato se pronunciate dal figlio del presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Varese e medico di base a Busto Arsizio, ucciso dal Covid all’inizio di marzo.
Roberto Stella era anche responsabile dell’Area strategica Formazione della Fnomceo e componente della Commissione nazionale per l’Educazione continua in medicina.
Proprio in favore delle famiglie dei medici caduti l’Enpam sta conducendo una battaglia affinché venga accordato un risarcimento a tutti i nuclei dei camici bianchi morti sul lavoro.
La Fondazione ha anche deciso di intitolare l’auditorium dell’Enpam a Roberto Stella e a tutti i medici e gli odontoiatri che hanno pagato con la vita l’aver tenuto fede al giuramento di Ippocrate durante l’epidemia di coronavirus.
L’ESEMPIO DEL PADRE
I valori perseguiti da Roberto Stella nella sua carriera saranno per il figlio Massimo la bussola per proseguire il cammino professionale.
“Per prima cosa spiega il neo laureato – saper ascoltare, interrogarsi e osservare attentamente la realtà clinica, analizzandola da più punti di vista; essere volto, con curiosità, alla ricerca della vera conoscenza scientifica, ricordandosi sempre che il fine ultimo dell’essere medico è il benessere del paziente nella sua interezza. Questi – conclude Stella – sono solo una minima parte dei suoi preziosissimi consigli, che proverò a seguire in ogni occasione, con umiltà, ma con lo spirito combattivo che ha contraddistinto mio papà, fino all’ultimo momento”.
Antioco Fois