Buongiorno Presidente, condivido in pieno la lettera di Guido Masi e la calzante immagine congressuale che ne ha dato.
Sono pensionato, ho chiuso lo studio professionale prima che uscissero i vari decreti, limitando alle pochissime visite urgenti; non sostengo spese mensili per lo studio, tranne quelle per procurarmi i dispositivi necessari: per scrupolo ho fatto il calcolo per un possibile anticipo della pensione Quota B del 15 per cento ma non ho avuto un calo del fatturato, da sempre modesto e quindi poco contribuente anche a una mia integrazione dell’assegno mensile.
Il calo non c’è stato perché ho lavorato come libero-professionista per società private, i cui pagamenti sono sfasati di due mesi dalla prestazione. Con tali società ho interrotto la collaborazione dal 21 febbraio 2020 e per mia scelta non ho voluto usufruire della possibilità di non versare la ritenuta d’acconto considerando anche questo un atto solidaristico, come le varie donazioni che effettuavo ed effettuo.
Come vedete colleghi, c’è anche chi non si butta sul buffet senza un reale bisogno.
Nicola Simini