Il presidente Alberto Oliveti spiega in che modo la Fondazione Enpam potrà predisporre gli aiuti specifici per i professionisti
Ho letto che l’Enpam è in prima linea per aiutare medici e odontoiatri costretti a chiudere gli studi. La realtà è che per quanto ci si possa proteggere, noi odontoiatri lavoriamo a 30 centimetri dalla bocca del paziente, quindi studi chiusi e chissà fino a quando. Visto dunque che lo Stato non ci aiuta, visto che la nostra è senza dubbio una quarantena forzata probabilmente di mesi, chi ci dà una mano veramente a livello economico? Spostare le rate dei contributi è davvero l’unico sostegno? Ho 66 anni e devo, nonostante tutto, continuare a lavorare (ammesso che le persone vengano), col rischio altissimo di infettarmi. Io personalmente avrei sperato in qualcosa di più, visto che la pensione nel mio caso arriverà solo a maggio 2022, sempre che io ci arrivi
Lettera firmata
Caro Collega,
ti invito e attraverso la tua lettera invito tutti a pazientare ancora qualche giorno, perché il sostegno ci sarà, e forte.
Stiamo definendo la nostra manovra Enpam anche in relazione a quanto il Governo deciderà per noi – e qui parlo di tutti i liberi professionisti iscritti alle Casse rappresentate dall’Associazione degli enti di previdenza privatizzati di cui la Fondazione fa parte ed è capofila (AdEPP).
I nostri contatti con il ministro del lavoro Catalfo e con il Mef, con i quali dobbiamo condividere il piano d’azione, sono serrati.
I ministeri hanno chiesto alle Casse la stratificazione delle dichiarazioni dei redditi degli iscritti, che dovrebbero già avere per via della loro funzione di vigilanza, tramite appunto l’Agenzia delle Entrate. Noi stiamo fornendo i dati richiesti insieme al catalogo delle prestazioni aggiuntive previste dalle diverse Casse.
Ribadisco che come AdEPP abbiamo chiesto la non discriminazione rispetto ai lavoratori autonomi, partite IVA o collaboratori, riferibili all’Inps, prevedendo le stesse prestazioni, ESENTASSE, loro garantite.
Chiediamo inoltre autonomia e flessibilità d’azione per poter aggiungere altre importanti prestazioni specifiche. Le proposte operative da parte nostra ci sono, ma senza la necessaria autonomia non riusciamo a prospettarle.
Abbiamo infatti una dispensa piena, alla quale non ci è consentito di attingere se non dopo averne chiesto autorizzazione e comunque solo per la parte che eccede la sostenibilità cinquantennale richiesta alle Casse, un requisito che è paradossalmente anacronistico.
Chiediamo una moratoria perché è oggi che abbiamo bisogno di una parte di quella provvista. Noi non possiamo usarla, però la gravosa tassazione cui viene sottoposta non vede ritorni a noi favorevoli.
Come Fondazione Enpam e come AdEPP siamo pronti.
Il nostro impegno è massimo, così pure la consapevolezza del momento che vivono i nostri iscritti. Spero a breve di poter presentare la nostra manovra.
Alberto Oliveti
Presidente Fondazione Enpam