
Il dottor Iacopo Bellani durante il suo volontariato in Kenya
Parole semplici per spiegare la malattia a un bambino. Così semplici da diventare una raccolta di favole, per comunicare ai più piccoli cosa succede quando le condizioni di salute si complicano.
Ed ecco che nelle “Fiabe contro il raffreddore” il medico in camice diventa un re, tra ladri di marmellata e fantasmi che tremano di paura. L’idea di Iacopo Bellani, 27enne brianzolo, neolaureato in medicina all’Università Milano Bicocca e aspirante pediatra, è diventata un libro di otto fiabe.
Il protagonista è Giacomo, un bimbo che una mattina si risveglia in un letto non suo, in un posto sconosciuto, circondato da persone che parlano un linguaggio complicato. Un reparto di chirurgia, si scoprirà alla fine, dove il piccolo paziente si troverà a leggere con i classici strumenti della narrazione fiabesca quell’ambiente fatto di diagnosi e cure, pensato dai grandi per i grandi.
“È un libro concepito come strumento per poter parlare ai bambini di tematiche delicate e difficili da trattare. Come le patologie che hanno un forte impatto sull’età pediatrica e gli stati di malattia che possono riguardare amici, parenti e genitori”, spiega l’autore al Giornale della Previdenza. Un piccolo manuale “per insegnare a non sottovalutare le domande dei bambini. Ma anche uno strumento per ricordare agli stessi adulti che non bisogna avere remore nel fare domande su ciò che non si conosce”, aggiunge Bellani.
La pubblicazione è uscita a giugno scorso sia in cartaceo e che ebook, per la casa editrice “Robin edizioni” di Torino, come progetto no profit sostenuto dall’associazione “Amici di Ndugu-Zangu onlus”. Il progetto è associato ad una raccolta fondi, che ha l’obiettivo di regalare “Fiabe contro il raffreddore” ai bambini ricoverati nei reparti ospedalieri, ai pazienti dei pediatri di famiglia e ai ragazzi che crescono nelle comunità.
“Ho scelto la metafora del raffreddore perché è una malattia comune che si tende a sottovalutare, ma in persone debilitate può portare a complicazioni serie”, aggiunge l’autore.
In questi giorni impossibile non chiedere come poter spiegare a Giacomo l’epidemia di coronavirus che sta interessando l’Italia. “Lo spiegherei in modo chiaro e semplice.
Il coronavirus è una famiglia molto grande – recita il giovane camice bianco – dove ce n’é uno meno simpatico degli altri, che può creare problemi alla salute. Non bisogna avere paura, ma aiutarsi l’un l’altro”. Insomma, Giacomo: “Bisogna sapersi affidare alle persone giuste e avere fiducia nei medici”.
Antioco Fois