Il film-denuncia della Fnomceo è stato presentato in anteprima alla Camera alla vigilia della discussione in Aula sul disegno di legge che inasprisce le pene e introduce la procedibilità d’ufficio.
MEDICI IN PRIMA LINEA
Nell’aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera, mercoledì scorso è stato presentato il docufilm “Notturno”, promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema delle aggressioni agli operatori sanitari.
Un film-denuncia che racconta la passione, la paura e il coraggio di uomini e donne, medici in prima linea per scelta, ma vittime di una condizione di insicurezza e solitudine.
Al centro del progetto ci sono le voci di Giovanni Bergantin, medico di Medicina generale, preso a calci e pugni da un paziente, di Ombretta Silecchia, dottoressa minacciata con una pistola durante l’attività di guardia medica, di Vito Calabrese, marito della dottoressa Paola Labriola, psichiatra uccisa da un suo paziente.
Il progetto è impreziosito da alcune partecipazioni d’eccezione: quella dell’attrice Maria Grazia Cucinotta, che in apertura recita il giuramento professionale, e dei giornalisti Massimo Giletti e Gerardo D’Amico, che con le loro inchieste hanno contribuito a far luce sul fenomeno dell’escalation delle aggressioni.
Il film diretto da Carolina Boco e prodotto da Corrado Azzollini per Draka Production, verrà inizialmente trasmesso su Amazon Prime per poi essere immesso nel circuito della grande distribuzione. È inoltre prevista la distribuzione agli Ordini provinciali, che potranno organizzare proiezioni sul territorio
AGGREDITO UN MEDICO SU DUE
Gli ultimi dati in circolazione danno il polso della situazione: un medico su due ha subito aggressioni e il 30 per cento degli ambulatori non rispetta norme su sicurezza.
Numeri che fanno il paio con le risultanze di un’indagine Fnomceo realizzata tramite un questionario online a cui hanno partecipato oltre 5mila professionisti, in prevalenza medici.
Tra loro il 4 per cento ha dichiarato di aver subito aggressioni fisiche, il 50 per cento di aver ricevuto aggressioni verbali, l’80 per cento ritiene che queste azioni fossero prevenibili.
Lo sconforto è il dato più drammatico: circa il 40 per cento degli operatori pensa che non ci sia “nulla da fare” per fermare l’aggressività sul posto di lavoro.
DISEGNO DI LEGGE IN DIRITTURA
È in dirittura d’arrivo il disegno di legge sulla violenza nei confronti dei camici bianchi, che prevede, oltre all’istituzione di un “Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie”, l’aggravamento delle pene in caso di lesioni personali a personale esercente una professione sanitaria, ricevute nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni, includendo la procedibilità d’ufficio.
La Commissione Sanità e Affari sociali della Camera ha terminato le audizioni, il provvedimento è stato calendarizzato per il mese in corso. “Ho sempre detto comunque che qualora dovessi rendermi conto che il percorso rallentasse o ci fossero difficoltà nell’approvare la norma, di essere disponibile e pronto a usare i poteri che la Costituzione conferisce al governo nei casi di urgenza”, ha puntualizzato il ministro della Salute Roberto Speranza a margine dell’anteprima di presentazione.
“Un Ddl che auspichiamo arrivi in fretta in porto da solo non basta. Servono anche interventi di carattere organizzativo-strutturale e culturale”, ha rimarcato Filippo Anelli, presidente della Fnomceo. “Dobbiamo sconfiggere quella che sta diventando una vera e propria emergenza di sanità pubblica”.
Valentina Conti
Pene aggravate e procedibilità d’ufficio
Reclusione da quattro a dieci anni per le lesioni gravi e da otto a sedici anni per le lesioni gravissime.
Il disegno di legge 867, recante disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni, estende ai casi di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie o socio-sanitarie, pubbliche o private, le pene aggravate previste per le corrispondenti ipotesi di lesione cagionate a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive.
Tra le circostanze aggravanti comuni del reato è inserito l’avere commesso il fatto con violenza o minaccia in danno del personale sanitario.
Il Ddl prevede anche l’istituzione, presso il ministero della Salute, di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie con il compito principale di monitorare gli episodi di violenza commessi ai loro danni, anche acquisendo i dati regionali relativi all’entità e alla frequenza del fenomeno e alle situazioni di rischio o vulnerabilità nell’ambiente di lavoro.
Val. Con.