Fondo pensione aperto o di categoria? La risposta la dà il Sole24Ore, che a una giovane dottoressa consiglia di investire in FondoSanità, il sistema di previdenza complementare dedicato ai sanitari. Un’opportunità che ogni medico e dentista può cogliere per assicurarsi una pensione aggiuntiva, per sé e per i propri familiari, da sommare alla pensione che maturerà grazie al versamento all’Enpam della contribuzione obbligatoria.
SECONDA PENSIONE PER UNA GIOVANE DOTTORESSA
“Sono un medico di base di 32 anni. Ho pensato di iniziare a versare ogni anno 5.100 euro in un fondo pensione integrativo per poter recuperare metà di tale importo detraendolo dalle tasse”, scrive in una lettera al quotidiano economico Elisa T.
Il dilemma è quindi l’alternativa tra entrare in un fondo pensione aperto di Amundi, come consigliato alla dottoressa dal broker della sua banca, o costruire un altro pezzo di pensione nel fondo dedicato a chi esercita le professioni sanitarie.
In più, la lettrice del Sole24Ore si chiede se la previdenza complementare, a conti fatti, si possa rivelare nel tempo un buon investimento. “Ultima perplessità – dice infatti la dottoressa – i soldi investiti torneranno mai indietro o tra tassazione/spese di gestione/decesso si rischia di perdere parte del capitale?”.
FONDOSANITÀ, OTTIME PERFORMANCE E COSTI CONTENUTI
“La scelta di approfondire il tema della previdenza complementare è lungimirante, considerando la giovane età e i vantaggi fiscali”. Inizia così la risposta di Consultique, studio di consulenza che collabora con il Sole24Ore, pubblicata nel supplemento Plus24 del quotidiano economico di sabato 7 dicembre.
“I contributi versati nella previdenza integrativa – continuano gli esperti – sono deducibili fino a un massimo di 5.164,57 euro annui. Ciò significa che, per chi si trova in una fascia di reddito con aliquota Irpef del 43 per cento, il risparmio fiscale può arrivare a circa 2.220 euro all’anno”.
Dopo avere messo in evidenza i vantaggi fiscali della previdenza complementare, alla lettrice viene prospettata la possibilità di “aderire al fondo pensione integrativo di categoria, ovvero al FondoSanità. Tale fondo, infatti – scrivono gli esperti – è riservato esclusivamente a medici, odontoiatri e ai loro famigliari fiscalmente a carico”.
La dottoressa “potrebbe aderire a un qualsiasi fondo pensione aperto”, ma “solitamente, quando un lavoratore ha la possibilità di aderire ad un fondo pensione di categoria, consigliamo quest’ultimo, in quanto per definizione tali fondi nascono senza scopo di lucro e di conseguenza si contraddistinguono per commissioni più contenute rispetto ai fondi pensione aperti”.
“Per esempio – si legge ancora nella risposta – FondoSanità, permette di scegliere tra tre comparti (Scudo, Progressione ed Espansione), la cui commissione di gestione varia tra lo 0,22 e lo 0,26 per cento”.
Il fondo pensione Amundi consigliato dal broker della dottoressa, invece, “ha cinque comparti di investimento e la commissione di gestione varia tra lo 0,80 e l’1,25 per cento”. Lo stesso fondo ha anche un altro fondo pensione aperto, “con costi di gestione variabili dallo 0,60 allo 0,80 per cento”.
“Ovviamente – precisa il giornale – la variabile costi non è l’unica informazione da considerare, ma anche a livello di rendimento, le linee progressione ed espansione di Fondo Sanità hanno registrato ottime performance (dati al 31 ottobre 2024)”.
“INVESTIMENTO INTERESSATE SUL PIANO FISCALE”
La soluzione che era stata consigliata alla dottoressa dalla propria banca comporta quindi “una strategia d’investimento automatica che sposta gradualmente gli investimenti verso comparti più cauti; tuttavia – precisano gli esperti – noi tendiamo a preferire la scelta di uno specifico comparto, considerando oltre all’età del soggetto, il suo profilo di rischio, la tolleranza alle perdite, il patrimonio complessivo che un cliente detiene e anche l’andamento dei mercati finanziari. Non necessariamente all’avvicinarsi dell’età pensionabile è necessario orientarsi verso un comparto più prudente, bisogna valutare la singola casistica e il momento dei mercati”.
Un ulteriore vantaggio fiscale della previdenza complementare aumenta col tempo. “Al pensionamento – concludono gli esperti che collaborano con il Sole24Ore – i contributi dedotti verranno tassati con una tassazione agevolata del 15 per cento che si ridurrà fino al 9 per cento dopo 35 anni di partecipazione. Dal punto di vista fiscale è sicuramente un investimento interessante”.